PROGRAMMA TETTO

resistere ai carichi della neve e del vento.

 

Naturalmente tutti questi strati sono presenti soltanto nelle coperture più complesse.

Classificazione dei tetti a falde in base alla composizione degli strati :

 

In base alla composizione degli strati le coperture a falde possono essere così classificate ;

 

• coperture non isolate e non ventilate

 

• coperture non isolate e ventilate

 

• coperture isolate e non ventilate (dette a tetto caldo)

 

• coperture isolate e ventilate (dette a tetto freddo).

 

Le coperture isolate e non ventilate rappresentano la solu­zione usualmente adottata nel caso di sottotetti abita­bili. Quelle isolate e ventilate (a tetto freddo) sono invece adatte per creare migliori condizioni ambientali nei locali situati all'ultimo piano dell'edificio, perché nella stagione estiva la ventilazione facilita lo smaltimento del calore accumulato per irraggiamento.

Fenice House & Garden

- linea di displuvio : linea inclinata d'intersezione di due falde contigue divergenti;

 

- linea di bordo: linea inclinata che delimita lateralmente una falda;

 

- linea di gronda: linea perimetrale inferiore delle falde;

 

- linea di raccordo: linea d'intersezione tra due falde con diversa pendenza poste in successione;

 

- cartella: zona a superficie verticale disposta tra due falde;

 

- sporto: parte di copertura sporgente oltre le pareti perimetrali dell'edificio fino alla linea di gronda o alla linea di bordo.

Isolare il tetto

 

L'intervento per porre rimedio alla dispersione di calore attraverso il tetto dipende dalla tipologia di copertura e dalla destinazione d'uso dello spazio sottostante; deve essere valutato caso per caso.

 

Se il sottotetto non è praticabile, viene utilizzato come deposito o è aerato non è conveniente coibentare il tetto; può essere invece risolutivo a terra, intervenendo sul solaio.

 

Se il sottotetto è abitabile, invece, l'ambiente va isolato lungo le falde inclinate. Coibentare dall'interno il tetto (intradosso) è più semplice e veloce, ma in alcuni casi conviene intervenire dall'esterno (estradosso), rimuovendo il manto di copertura.

 

In ogni caso, per decidere quale sia la soluzione migliore d'intervento, bisogna tener conto delle condizioni generali del solaio, del sottotetto e del manto di copertura.

Le parti di un tetto a falde (termini):

- falda (o spiovente): superficie di copertura inclinata secondo una determinata pendenza. La pendenza di una falda è data dal rapporto, espresso in percentuale, tra il dislivello tra le linee di gronda e di colmo e la loro distanza in proiezione orizzontale, misurata secondo la retta di massima pendenza;

 

- linea di colmo: linea orizzontale di intersezione di due falde con pendenza divergente;

 

- linea di compluvio: linea di intersezione di due falde con pendenza convergente, nella quale l'acqua con­fluisce spontaneamente. Può essere orizzontale o inclinata a seconda che le due falde siano su versanti opposti (opposte) o sullo stesso versante (contigue);

I principali elementi costituenti le coperture a falde sono :

 

- elementi di falda: gli elementi che formano le superfici delle falde;

 

- elementi di colmo: gli elementi disposti in corrispondenza delle linee di colmo e di displuvio per garan­tire la tenuta del raccordo tra le due falde;

 

- fermaneve: elementi collocati nella zona inferiore della falda allo scopo di impedire la caduta di neve e di ghiaccio dal tetto;

 

- converse: elementi collocati lungo le linee di compluvio per raccogliere e smaltire l'acqua;

 

- canali di gronda: elementi di raccolta e di deflusso dell'acqua proveniente dalle falde, disposti lungo le linee di gronda. Scaricano l'acqua nei doccioni o nei pluviali;

 

- doccioni: elementi terminali dell'impianto di raccolta dell'acqua piovana, costituiti da bocche e orifizi atti a convogliarne l'efflusso;

 

- pluviali: tubazioni verticali entro le quali viene convogliata l'acqua raccolta dai canali di gronda per trasfe­rirla al piede dell'edificio;

 

- grembiali (o faldali o scossali): elementi collocati lungo le linee di bordo oppure le linee d'intersezione delle falde con superfici verticali (per esempio, pareti contigue alle falde) per raccogliere l'acqua e garantire la tenuta.

Nelle coperture possono essere inoltre inseriti degli elementi emergenti, detti corpi da tetto, aventi funzioni specifiche :

 

- abbaini: elementi edilizi sporgenti dalla superfìcie della falda, dotati di finestre per illuminare il sottotetto e per consentire l'accesso alla copertura;

 

- lucernari: elementi inseriti nei tetti a falde e nei tetti piani aventi la funzione di illuminare e ventilare gli ambienti interni;

 

- finestre per tetti: serramenti inseriti nei tetti a falde aventi la funzione di illuminare e ventilare l'ambiente sottotetto ed eventualmente di permettere la visuale verso l'esterno;

 

- botole da tetto (o "passi d'uomo"): elementi che consentono l'accesso alla copertura;

 

Da un punto di vista teorico un tetto a falde può essere considerato come un elemento edilizio costituito dalla sovrapposizione di diversi strati, ad ognuno dei quali compete ruolo funzionale specifico :

 

- manto di copertura: ha la funzione di strato di tenuta all'acqua;

 

- strato di ventilazione: ha lo scopo di controllare le

 

condizioni igrotermiche della copertura mediante il ricambio d'aria. Può essere costituito dallo spazio del sottotetto oppure da una intercapedine di spessore limi­tato disposta al disotto della falda. Anche al disotto del manto di copertura può essere realizzato uno strato di ventilazione per favorire l'eliminazione dell'umidità (ventilazione sottotegola)

 

- strato di isolamento termico: ha lo scopo di incre­mentare la coibenza fino al valore richiesto;

 

- barriera al vapore: impedisce il passaggio del vapore e, di conseguenza, la formazione di condensazione nella massa degli strati;

 

- struttura portante: ha la funzione di sostenere gli altri strati della copertura e di